Tutti in piedi!! L'Italia s'è desta...... e Benigni parla dei precari e dei lavoratori all'anniversario della nascita della Fiom
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sabato 18 giugno 2011
venerdì 13 maggio 2011
Solidarietà per i colleghi di Sviluppo Lazio, a rischio dopo aver tutelato i propri diritti a seguito dell'approvazione del "collegato al lavoro"
Sviluppo Lazio
Sviluppo Lazio è una agenzia strumentale della Regione Lazio, interamente a capitale pubblico e holding della rete delle agenzie regionali. Offre assistenza tecnica, assumendo anche il ruolo di organismo intermedio, per molti dei programmi finanziati con fondi regionali e per l’attuazione del POR, piano operativo delle politiche europee sostenute attraverso il FESR (fondo europeo di sviluppo regionale).Non è quindi un’azienda che opera sul mercato in regime di libera concorrenza, con conseguenti rischi di impresa, ma una società in-house, strumentale, con unico committente pubblico che esercita sull’agenzia un controllo funzionale “analogo” a quello esercitato sui propri servizi (come deve essere per legge).
I precari di Sviluppo Lazio
Il personale impiegato da Sviluppo Lazio conta oltre 200 persone con una quota di precari, con contratti a tempo determinato, a progetto o a p.iva, che raggiunge una percentuale intorno al 50%. Di gran lunga superiore alla media nazionale e del tutto ingiustificata in considerazione del ruolo svolto dall’azienda e dell’assetto societario.
Nel corso degli anni molti di questi contratti sono stati rinnovati senza mai una politica reale di stabilizzazione. Si è giunti così al paradosso di avere “collaboratori” con una anzianità di pluriennale, aggiungendo al disagio di non poter programmare il proprio futuro, quello di non vedere riconosciuta alcuna crescita interna.
La Giunta Polverini e il collegato lavoro
Ma non basta. Con la nuova giunta Polverini, la situazione dei precari di Sviluppo Lazio si è notevolmente aggravata, con sospensioni sempre più lunghe, da 2 a 6 mesi, fino al dramma della perdita del posto di lavoro. Sono circa venti le persone che non hanno visto rinnovato il loro contratto ed è probabile che altri, in scadenza nei prossimi mesi, si aggiungano alla lista.
Con l’approvazione del cosiddetto Collegato lavoro, che imponeva il 23 gennaio 2010 come termine ultimo per impugnare tutti i contratti già scaduti al momento di entrata in vigore della legge, molti hanno presentato una lettera cautelativa per bloccare tali termini e difendere i propri diritti. Decisione che non ha mancato di suscitare risentimento nella direzione aziendale e deterioramento dei rapporti tra collaboratori e dirigenti.
È quasi superfluo aggiungere che l’azienda ha sempre negato qualsiasi contrattazione sia in forma individuale che collettiva con i precari, lasciando sistematicamente i precari nell’incertezza riguardo il proseguimento della collaborazione. Negando perfino una qualsiasi forma di comunicazione diretta che informasse l’interessato delle decisioni assunte.
Le nostre istanze
Noi, i precari di Sviluppo Lazio, ci sentiamo a pieno titolo parte dell’Azienda. Noi precari di Sviluppo Lazio vogliamo vedere riconosciuti i nostri diritti senza vederci costretti a procedere per vie legali e senza costringere i nostri colleghi a testimoniare contro l’azienda in nostro favore.
Noi precari di SL vogliamo continuare a lavorare con le stesse tutele e garanzie, ma anche con gli stetti doveri degli altri dipendenti. Noi chiediamo che venga riconosciuta la nostra professionalità e venga attuata una politica seria di stabilizzazione, con criteri di anzianità e di merito, che premi il nostro lavoro e la nostra competenza.
Noi precari di Sviluppo Lazio chiediamo alla Presidente Renata Polverini, persona che conosce il mondo del lavoro attraverso la sua precedente attività di sindacalista, di prendere atto con piena considerazione della nostra esperienza maturata nel corso degli anni. Non chiediamo favori o favoritismi, chiediamo di essere considerati colleghi, lavoratori validi e disponibili ad affrontare e a condividere le nuove strategie politico-economiche per lo sviluppo della nostra regione.
Da anni tutti noi prestiamo il nostro lavoro con la stessa professionalità e passione dei nostri colleghi dipendenti. Abbiamo orari di lavoro e svolgiamo mansioni in tutto e per tutto identici a quelli dei dipendenti, lavoriamo in staff nel rispetto delle gerarchie e delle direttive regionali.
Da anni svolgiamo i nostri compiti senza vederci riconosciuto alcun avanzamento, senza poter sperare in una pensione decente, senza poter programmare una settimana di ferie, senza poterci ammalare, sotto la minaccia continua di trovarci da un giorno all’altro senza lavoro e senza dignità.
La giunta Polverini è intervenuta bloccando tutte le attività di Sviluppo Lazio, cioè del principale strumento regionale per l’attuazione delle politiche comunitarie, per la gestione dei fondi europei destinati all’innovazione, all’ambiente, alla cultura, alla coesione sociale. Fare questo significa rinunciare allo sviluppo della Regione, sprecare risorse pubbliche, deprimere il mondo produttivo e il tessuto sociale. Significa la perdita di posti di lavoro.
Paradossalmente molti collaboratori storici di Sviluppo Lazio non hanno più un lavoro a causa dello ‘stop’ a qualsiasi rinnovo imposto unilateralmente e ingiustificatamente da questa Giunta regionale.
Per questo ci rivolgiamo alla presidente Renata Polverini, perché non contraddica la sua eredità sindacale, perché dimostri ai suoi elettori di saper premiare il lavoro e non di volerlo mortificare, perché non decida secondo ottiche elettorali o di partito, sostituendo i lavoratori con nuovi consulenti che non hanno nessuna confidenza con il sistema amministrativo e produttivo regionale, ma sappia costruire un modello di amministrazione pubblica condiviso e condivisibile.
giovedì 12 maggio 2011
Anche nella Regione Lazio strage di precari a seguito del collegato al lavoro
Sviluppo Lazio
Sviluppo Lazio è una agenzia strumentale della Regione Lazio, interamente a capitale pubblico e holding della rete delle agenzie regionali. Offre assistenza tecnica, assumendo anche il ruolo di organismo intermedio, per molti dei programmi finanziati con fondi regionali e per l’attuazione del POR, piano operativo delle politiche europee sostenute attraverso il FESR (fondo europeo di sviluppo regionale).
Non è quindi un’azienda che opera sul mercato in regime di libera concorrenza, con conseguenti rischi di impresa, ma una società in-house, strumentale, con unico committente pubblico che esercita sull’agenzia un controllo funzionale “analogo” a quello esercitato sui propri servizi (come deve essere per legge).
I precari di Sviluppo Lazio
Il personale impiegato da Sviluppo Lazio conta oltre 200 persone con una quota di precari, con contratti a tempo determinato, a progetto o a p.iva, che raggiunge una percentuale intorno al 50%. Di gran lunga superiore alla media nazionale e del tutto ingiustificata in considerazione del ruolo svolto dall’azienda e dell’assetto societario.
Nel corso degli anni molti di questi contratti sono stati rinnovati senza mai una politica reale di stabilizzazione. Si è giunti così al paradosso di avere “collaboratori” con una anzianità di pluriennale, aggiungendo al disagio di non poter programmare il proprio futuro, quello di non vedere riconosciuta alcuna crescita interna.
La Giunta Polverini e il collegato lavoro
Ma non basta. Con la nuova giunta Polverini, la situazione dei precari di Sviluppo Lazio si è notevolmente aggravata, con sospensioni sempre più lunghe, da 2 a 6 mesi, fino al dramma della perdita del posto di lavoro. Sono circa venti le persone che non hanno visto rinnovato il loro contratto ed è probabile che altri, in scadenza nei prossimi mesi, si aggiungano alla lista.
Con l’approvazione del cosiddetto Collegato lavoro, che imponeva il 23 gennaio 2010 come termine ultimo per impugnare tutti i contratti già scaduti al momento di entrata in vigore della legge, molti hanno presentato una lettera cautelativa per bloccare tali termini e difendere i propri diritti. Decisione che non ha mancato di suscitare risentimento nella direzione aziendale e deterioramento dei rapporti tra collaboratori e dirigenti.
È quasi superfluo aggiungere che l’azienda ha sempre negato qualsiasi contrattazione sia in forma individuale che collettiva con i precari, lasciando sistematicamente i precari nell’incertezza riguardo il proseguimento della collaborazione. Negando perfino una qualsiasi forma di comunicazione diretta che informasse l’interessato delle decisioni assunte.
Le nostre istanze
Noi, i precari di Sviluppo Lazio, ci sentiamo a pieno titolo parte dell’Azienda. Noi precari di Sviluppo Lazio vogliamo vedere riconosciuti i nostri diritti senza vederci costretti a procedere per vie legali e senza costringere i nostri colleghi a testimoniare contro l’azienda in nostro favore.
Noi precari di SL vogliamo continuare a lavorare con le stesse tutele e garanzie, ma anche con gli stetti doveri degli altri dipendenti. Noi chiediamo che venga riconosciuta la nostra professionalità e venga attuata una politica seria di stabilizzazione, con criteri di anzianità e di merito, che premi il nostro lavoro e la nostra competenza.
Noi precari di Sviluppo Lazio chiediamo alla Presidente Renata Polverini, persona che conosce il mondo del lavoro attraverso la sua precedente attività di sindacalista, di prendere atto con piena considerazione della nostra esperienza maturata nel corso degli anni. Non chiediamo favori o favoritismi, chiediamo di essere considerati colleghi, lavoratori validi e disponibili ad affrontare e a condividere le nuove strategie politico-economiche per lo sviluppo della nostra regione.
Da anni tutti noi prestiamo il nostro lavoro con la stessa professionalità e passione dei nostri colleghi dipendenti. Abbiamo orari di lavoro e svolgiamo mansioni in tutto e per tutto identici a quelli dei dipendenti, lavoriamo in staff nel rispetto delle gerarchie e delle direttive regionali.
Da anni svolgiamo i nostri compiti senza vederci riconosciuto alcun avanzamento, senza poter sperare in una pensione decente, senza poter programmare una settimana di ferie, senza poterci ammalare, sotto la minaccia continua di trovarci da un giorno all’altro senza lavoro e senza dignità.
La giunta Polverini è intervenuta bloccando tutte le attività di Sviluppo Lazio, cioè del principale strumento regionale per l’attuazione delle politiche comunitarie, per la gestione dei fondi europei destinati all’innovazione, all’ambiente, alla cultura, alla coesione sociale. Fare questo significa rinunciare allo sviluppo della Regione, sprecare risorse pubbliche, deprimere il mondo produttivo e il tessuto sociale. Significa la perdita di posti di lavoro.
Paradossalmente molti collaboratori storici di Sviluppo Lazio non hanno più un lavoro a causa dello ‘stop’ a qualsiasi rinnovo imposto unilateralmente e ingiustificatamente da questa Giunta regionale.
Per questo ci rivolgiamo alla presidente Renata Polverini, perché non contraddica la sua eredità sindacale, perché dimostri ai suoi elettori di saper premiare il lavoro e non di volerlo mortificare, perché non decida secondo ottiche elettorali o di partito, sostituendo i lavoratori con nuovi consulenti che non hanno nessuna confidenza con il sistema amministrativo e produttivo regionale, ma sappia costruire un modello di amministrazione pubblica condiviso e condivisibile.
venerdì 29 aprile 2011
28 aprile Manifestazione con il Ministro Sacconi
Sacconi contestato oggi al Cnel da licenziati d'Italia Lavoro e Punti San Precario
Decine di precarie e precari hanno contestato oggi pomeriggio a Roma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, pr esente ad un convegno nella sede nazionale del Cnel. Protagonisti, le licenziate e i licenziati da Italia Lavoro SpA, agenzia tecnica dello stesso Ministero del Lavoro, e i Punti San Precario Roma, che sostengono la loro vertenza. La contestazione è stata rivolta al ministro per il suo rifiuto di offrire risposte di merito e in ordine alla propria diretta responsabilità, come pubblicamente ricordatagli, alle vittime del licenziamento ingiustificato e collettivo con il quale Italia Lavoro ha punito le lavoratrici e i lavoratori, nel numero di 50, firmatari delle lettere richieste dallo stesso articolo 32 del Collegato Lavoro per poter impugnare le cessazioni o le violazioni dei rapporti di lavoro a termine. Tutto questo mentre, ad oggi, vi sono in Italia Lavoro altri 500 collaboratori e collaboratrici i cui contratti sono in scadenza. Le precarie e i precari intervenuti al Cnel, fra i quali anche una giovane donna al sesto mese di gravidanza, sono stati poi identificati e quindi rilasciati da agenti di polizia in borghese, all'interno della stessa sede del Consiglio Nazionale, dove nella sala del convegno i Punti San Precario hanno esposto uno striscione recante la scritta: "Le politiche attive di Italialavoro Spa: i precari s-collegati dal lavoro", preceduta dal logo dell'agenzia così deturnato: "Italia Senza Lavoro".
La vertenza Italia Lavoro è stata in questo modo posta clamorosamente al livello più alto e al tempo stesso più sostanziale di questa ennesima vicenda di precarizzazione: quello del governo nazionale.
Roma, 28 aprile 2011
Comitato Licenziate e Licenziati da Italia Lavoro
Punti San Precario - Roma
CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI
OMR0141 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Nella sede del Cnel è oggi pomeriggio alcune decine di persone hanno contestato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Si tratta degli ex collaboratori a progetto dell'agenzia Italia Lavoro, che fa capo al ministero del Lavoro, che questa mattina erano già scesi in piazza con un presidio sotto la sede del dicastero ai Parioli. I manifestanti, riuniti nel Coordinamento licenziati Italia Lavoro ed appoggiati dai Punti San Precario, riferiscono di aver chiesto al ministro, al suo arrivo al Cnel, di aprire un tavolo di contrattazione per il reinserimento dei circa 50 precari a cui non è stato rinnovato il contratto. A parlare con Sacconi è stata una rappresentante dei lavoratori, una ragazza al sesto mese di gravidanza. «Quando è entrato il ministro abbiamo srotolato il nostro striscione e gli abbiamo chiesto un incontro - spiega Gianluca, dei Punti San Precario - ma da Sacconi abbiamo avuto solo risposte interlocutorie che non chiariscono la situazione. Siamo preoccupati - prosegue - perchè oltre alle 50 persone a cui non è stato rinnovato il contratto dentro Italia Lavoro ci sono altri 500 precari in scadenza». anm 281705 APR 11
ITALIA LAVORO: PRECARI A SACCONI, PAESE NON CI RICONOSCE DIRITTI
ITALIA LAVORO: PRECARI A SACCONI, PAESE NON CI RICONOSCE DIRITTI = Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - «Come è possibile che ci ritroviamo oggi, noi lavoratori più che qualificati, in un Paese che non ci riconosce i nostri diritti?». È questo l'interrogativo posto oggi, nel corso del convegno 'il rilancio della previdenza complementare: il ruolo delle Parti Socialì, alla sede romana del Cnel, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, da alcuni precari di 'Italia Lavoro Spà, società che opera per il Ministero dello stesso Sacconi. Sacconi, stupito quanto gli altri presenti per l'intervento inaspettato, ha rassicurato i precari sulla possibilità di discutere della questione in altre sedi, precisando però che «società come 'Italia Lavoro Spà non possono pensare di operare a costi fissi: ovviamente, operano a costi variabili, in base alla presenza o meno di progetti». I precari rivendicano il diritto di portare a termine il contratto, che per molti dovrebbe scadere il 31 dicembre 2011, e che invece è stato rescisso ad aprile 2011. (Cba/Pn/Adnkronos) 28-APR-11 17:47 NNN
LAVORO: MADIA (PD), SACCONI LICENZIA, È SFRUTTATORE
POL S0A QBXB LAVORO: MADIA (PD), SACCONI LICENZIA, È SFRUTTATORE (ANSA) - ROMA, 28 APR - «La società Italia lavoro Spa, Agenzia tecnica del ministero del Lavoro, sta attuando una vergognosa serie di licenziamenti al suo interno mandando a casa lavoratori precari, e non facendosi scrupoli nel gettare in mezzo a una strada anche una giovane donna,al sesto mese di gravidanza». Lo dichiara la deputata del Pd, componente della commissione Lavoro della Camera, Marianna Madia. Sostiene la parlamentare del Pd: «Italia lavoro spa, guidata da Paolo Reboani già capo della segreteria tecnica del ministro Sacconi, ha infatti licenziato in tronco decine di collaboratori, spesso precari da molti anni. La loro colpa? Essersi attenuti all'art. 32 del collegato lavoro voluto dallo stesso Sacconi. Questa legge fissava al 23 gennaio 2011 il termine per comunicare ai datori di lavoro la volontà di impugnare i licenziamenti o le violazioni delle clausole dei contratti a termine. I precari hanno comunicato che avrebbero potuto far valere i loro diritti. La risposta di Italia lavoro è stata il licenziamento. Senza alcuna motivazione o relazione con il lavoro svolto da queste persone. Sono stati gli stessi vertici interni di Italia lavoro ad esprimere informalmente ai precari il loro disagio per questi licenziamenti. E da notare che non era assolutamente certo che i precari avrebbero fatto causa. Si attenevano semplicemente a quanto voluto dalla legge, per la tutela dei propri diritti. Sacconi, con questi licenziamenti, si è comportato come il peggiore degli sfruttatori. Abbiamo presentato, con Maria Grazia Gatti, un'interrogazione con la speranza che il governo si ravveda da un tale, disgustoso, comportamento». (ANSA). DEL 28-APR-11 17:08 NNN
CNEL, PECIOLA (SEL): COLLABORATORI ITALIA LAVORO IDENTIFICATI
OMR0152 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, PECIOLA (SEL): COLLABORATORI ITALIA LAVORO IDENTIFICATI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - «Sono stati chiusi in una stanza e identificati dalle forze dell'ordine una decina di collaboratori di Italia Lavoro, al termine del loro intervento nel corso di un convegno al Cnel al quale ha partecipato il Ministro del Lavoro Sacconi. È quanto riferiscono i collaboratori dell'agenzia tecnica del Ministero del Lavoro che hanno raccontato di aver esposto uno striscione e di essere riusciti a prendere la parola per chiedere al Ministro Sacconi una spiegazione rispetto ai loro licenziamenti, non ottenendo tra l'altro alcun tipo di risposta. Una volta usciti dalla sala in cui si stava svolgendo il convegno hanno trovato le forze dell'ordine, che li hanno identificati. È questa l'accoglienza che il Governo dà a lavoratori ingiustamente licenziati, che hanno pacificamente esposto le loro ragioni al Ministro. L'identificazione come unica risposta data a lavoratori incredibilmente allontanati dal loro posto di lavoro da una società che si dovrebbe occupare di inclusione lavorativa. Ai collaboratori di Italia Lavoro va tutta la solidarietà del Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà della Provincia di Roma». A dichiararlo in una nota è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà. red 281733 APR 11
CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI
OMR0141 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Nella sede del Cnel è oggi pomeriggio alcune decine di persone hanno contestato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Si tratta degli ex collaboratori a progetto dell'agenzia Italia Lavoro, che fa capo al ministero del Lavoro, che questa mattina erano già scesi in piazza con un presidio sotto la sede del dicastero ai Parioli. I manifestanti, riuniti nel Coordinamento licenziati Italia Lavoro ed appoggiati dai Punti San Precario, riferiscono di aver chiesto al ministro, al suo arrivo al Cnel, di aprire un tavolo di contrattazione per il reinserimento dei circa 50 precari a cui non è stato rinnovato il contratto. A parlare con Sacconi è stata una rappresentante dei lavoratori, una ragazza al sesto mese di gravidanza. «Quando è entrato il ministro abbiamo srotolato il nostro striscione e gli abbiamo chiesto un incontro - spiega Gianluca, dei Punti San Precario - ma da Sacconi abbiamo avuto solo risposte interlocutorie che non chiariscono la situazione. Siamo preoccupati - prosegue - perchè oltre alle 50 persone a cui non è stato rinnovato il contratto dentro Italia Lavoro ci sono altri 500 precari in scadenza». anm 281705 APR 11
ITALIA LAVORO: CGIL, BLOCCARE RESCISSIONE CONTRATTI COCOPRO
ITALIA LAVORO: CGIL, BLOCCARE RESCISSIONE CONTRATTI COCOPRO = OGGI SIT-IN DI PROTESTA A ROMA DAVANTI AD AGENZIA MINISTERO Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Presidio di protesta oggi a Roma davanti alla sede di Italia Lavoro, l'agenzia del ministero del lavoro nata per promuovere lavoro e occupazione, dei suoi collaboratori a progetto che si sono visti rescindere unilateralmente dall'azienda i propri contratti, come ritorsione per l'invio delle lettere cautelative previste dal 'collegato lavorò. A darne notizia è una nota della Cgil nel sostenere che: «Numerosi i lavoratori dell'ente che si sono fermati a solidarizzare con gli ex colleghi, dai dipendenti ai collaboratori preoccupati dall'entrata in vigore del termine dei 36 mesi: anche loro infatti rischiano di perdere il posto a causa dell'applicazione di un regolamento interno che non trova alcun fondamento normativo». «Nel più totale disinteresse dei ministeri competenti - ha commentato il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni - l'agenzia strumentale del Ministero del Lavoro che, ironia della sorte, avrebbe fra i propri compiti anche la promozione dell'occupazione e dell'inclusione sociale rescinde il rapporto di lavoro con decine di collaboratori, che anche oggi hanno manifestato per chiedere il ritiro dei licenziamenti». La causa, prosegue il sindacalista, «è sempre il collegato lavoro. Nella confusione e nel giustificato timore degli effetti di quella legge sbagliata alcuni lavoratori hanno inviato delle semplici comunicazioni cautelative in vista della scadenza dei loro contratti. Italia Lavoro ha colto la palla al balzo per rescindere unilateralmente quei contratti, senza che vi fossero motivazioni legate alle prestazioni lavorative o al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Licenziamenti ingiustificati che devono essere ritirati e per questo continuerà l'iniziativa di mobilitazione nelle diverse forme possibili» . Inoltre, rincara la dose Fammoni, «non è tutto qui: Italia Lavoro è un ente i cui dipendenti sono al 60% circa contratti di collaborazione e nel restante 40% oltre al lavoro stabile anche tanti contratti a tempo determinato. C'è un uso dunque altissimo del precariato. La giustificazione portata sono i compiti dell'istituto e le caratteristiche temporanee dei progetti, ma quello che non è giustificabile è che per questi lavori si utilizzano in modo pressochè stabile le stesse persone ormai da molti anni, ma sempre con un lavoro precario». Si sono formate così competenze e professionalità in una situazione però insostenibile. Allora che fa l'istituto? «Risolve il suo problema -spiega Fammoni- non pensando a come stabilizzare i lavoratori ma stabilendo un limite massimo di utilizzo (3 anni) retroattivo che porterà al progressivo allontanamento di centinaia di persone. Così non va. Oggi l'emergenza è bloccare la rescissione dei contratti. Ma occorre anche fare luce sulla situazione di un ente pubblico che funziona così». Per questo, conclude Fammoni, «oltre alle tutele sindacali alle persone, oltre alla richiesta già inviata di intervento ai ministri, chiederemo anche un intervento a livello parlamentare, restando in attesa di essere convocati dall'azienda, così come richiesto dalle categorie». (Sec-Ada/Zn/Adnkronos) 28-APR-11 15:45 NNN
LAVORO: IDV, SACCONI LICENZIA PRECARI MINISTERO
POL S0A QBXB LAVORO: IDV, SACCONI LICENZIA PRECARI MINISTERO (ANSA) - ROMA, 28 APR - «Oggi è arrivata una bella notizia per i lavoratori europei: scende il numero dei disoccupati e il tasso di disoccupazione si attesta al 7%. Peccato che tutto questo si verifichi in Germania, mentre in Italia il ministro della disoccupazione Sacconi licenzia i dipendenti precari di una società del suo dicastero, Italia Lavoro». Lo afferma in una nota il responsabile welfare e lavoro dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi. «Con il governo Berlusconi - aggiunge - il tasso di disoccupazione reale ha sfondato la soglia dell'11% ed è aumentato a dismisura il numero di quei disoccupati che non si iscrivono più neanche alle liste di collocamento». «Insomma - conclude l'esponente di IdV - mentre nel resto d'Europa i governi provano a dare risposte concrete all'economia e alle esigenze dei lavoratori, in Italia il presidente del Consiglio continua ad occupare le istituzioni per garantirsi l'impunità, provocando così danni giganteschi al nostro Paese». (ANSA). DEL 28-APR-11 14:44 NNN
LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA
ECO S0A QBXB LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 13:30 NNN
LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA
CRO S43 QBXL LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 11:50 NNN
CRO S43 QBXL LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 11:50 NNN
OMR0008 3 CRO LAV TXT Omniroma-PARIOLI, SIT-IN PROTESTA DAVANTI SEDE ITALIA LAVORO (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Sit-in di protesta di un gruppo di ex lavoratori fuori dalla sede di Italia Lavoro, agenzia tecnica del ministero, in via dei Monti Parioli. «Chiediamo che venga aperto un tavolo di confronto con i sindacati per il reintegro dei lavoratori a progetto a cui è stato rescisso il contratto o non rinnovato - spiega Maurizia, una ex lavoratrice - tra questi ci sono anche donne incinte. Si tratta di circa 20 persone a cui è stato rescisso il contratto e una 40ina a cui non è stato rinnovato». kia 281036 APR 11
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