Il Tg3 racconta la storia di Katia: licenziata al sesto mese di gravidanza da Italia Lavoro, reintegrata per pochi mesi e con la certezza che la propria azienda non le offrirà nessuna tutela e garanzia per il futuro.
TG3 del 04 giugno 2011 ore 19.00
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domenica 5 giugno 2011
sabato 4 giugno 2011
L'azienda che promuove l'occupazione precaria
Vi riportiamo due articoli usciti in questi giorni relativi alle vicende dell'azienda che per mission istituzionale promuove l'occupazione e che nei fatti crea precariato.
Il primo articolo è apparso su Il futurista e racconda le vicende dei precari licenziati, temporaneamente re-integrati, di Italia Lavoro.
L'articolo riporta l'inchiesta parlamentare presentata dal Senatore Achille Passoni lo scorso 10 maggio.
L'interrogazione parlamentare chiede al Ministro Sacconi spiegazioni in merito alla gestione delle risorse umane da parte dell'azienda specificando che le disposizioni della legge 183/2010 hanno violato i diritti dei lavoratori in quanto hanno permesso di identificare collaboratori che avrebbero potuto impugnare i propri contratti al fine di licenziarli prima delle eventuali cause.
http://www.ilfuturista.it/economia-3/promuovere-l-occupazione-si-ma-non-quella-precaria.html
Il secondo articolo, pubblicato su MyGeneration rivista della Federazione Autonoma dei Bancari Italiani (FABI), parla della storia di Katia lavoratrice incinta e licenziata dopo aver chiesto di bloccare i termini per poter impugnare i contratti intercorsi con Italia Lavoro.
http://www.fabi.it/MyGeneration/01_1_11/index.htm
Il primo articolo è apparso su Il futurista e racconda le vicende dei precari licenziati, temporaneamente re-integrati, di Italia Lavoro.
L'articolo riporta l'inchiesta parlamentare presentata dal Senatore Achille Passoni lo scorso 10 maggio.
L'interrogazione parlamentare chiede al Ministro Sacconi spiegazioni in merito alla gestione delle risorse umane da parte dell'azienda specificando che le disposizioni della legge 183/2010 hanno violato i diritti dei lavoratori in quanto hanno permesso di identificare collaboratori che avrebbero potuto impugnare i propri contratti al fine di licenziarli prima delle eventuali cause.
http://www.ilfuturista.it/economia-3/promuovere-l-occupazione-si-ma-non-quella-precaria.html
Il secondo articolo, pubblicato su MyGeneration rivista della Federazione Autonoma dei Bancari Italiani (FABI), parla della storia di Katia lavoratrice incinta e licenziata dopo aver chiesto di bloccare i termini per poter impugnare i contratti intercorsi con Italia Lavoro.
http://www.fabi.it/MyGeneration/01_1_11/index.htm
lunedì 30 maggio 2011
Così lo Stato preca il patrimonio dei boss
Nel 2007 il Ministro del lavoro Damiano affidava a Italia Lavoro un progetto per salvaguardare l'occupazione delle aziende confiscate alla mafia.
Aziende che offrono lavoro a diverse centinaia di persone.
Il Progetto è stato chiuso anticipatamente, senza una reale motivazione, nonostante i risultati ottenuti in questi anni.
Ora sono a rischio di disoccupazione i numerosi dipendenti delle ex aziende della mafia, mentre hanno già perso il lavoro i dipendenti e i collaboratori incaricati sul progetto.
Articolo apparso su L'Espresso
Articolo apparso su L'Unità il 31 maggio 2011
Editoriale dell'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano
Aziende che offrono lavoro a diverse centinaia di persone.
Il Progetto è stato chiuso anticipatamente, senza una reale motivazione, nonostante i risultati ottenuti in questi anni.
Ora sono a rischio di disoccupazione i numerosi dipendenti delle ex aziende della mafia, mentre hanno già perso il lavoro i dipendenti e i collaboratori incaricati sul progetto.
Articolo apparso su L'Espresso
Articolo apparso su L'Unità il 31 maggio 2011
Editoriale dell'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano
giovedì 19 maggio 2011
Italia Lavoro lascia l'antimafia
Singolare iniziativa dell'agenzia tecnica del Ministero del Lavoro che chiude un progetto nato con l'obiettivo di aiutare le imprese confiscate o sequestrate alla mafia. Aziende che hanno oltre 600 lavoratori rimaste ora senza assistenza.
Articolo del Solo 24 ore
Articolo del Solo 24 ore
martedì 17 maggio 2011
‘LICENZIATI’ CON RACCOMANDATA, RE-INTEGRATI CON SMS: ECCO I NUOVI STRUMENTI DELLE POLITICHE PER IL LAVORO
Vi ricordate dei 17 lavoratori/trici di Italia Lavoro licenziati con rescissione unilaterale del contratto in essere tramite raccomandata a casa e senza preavviso ormai più di un mese fa per aver osato tutelare i propri diritti sul posto di lavoro, nel pieno utilizzo delle norme vigenti (art. 32 della L. 183/2010, Collegato lavoro)?
Ebbene, dopo una faticosa battaglia sul piano politico e mediatico, sostenuta dalla Cgil (Fisac e Nidil), dal Comitato precari, dai Punti San Precario e dalla solidarietà di moltissimi lavoratori anche dentro Italia Lavoro, i 17, con il ‘buoncuore del Ministro’ ed un solerte sms dell’azienda, sono stati re-integrati.
La consideriamo una vittoria significativa, frutto di una mobilitazione collettiva, condivisa passo dopo passo, con la paziente volontà di ricomporre le frammentate soggettività rimaste con un colpo di spugna senza reddito, luogo di lavoro, colleghi-amici, identità professionale, e con la passione e la rabbia di chi pensa che la dignità non può essere ricomposta così con la stessa tempestività, tramite sms.
Farsa o tragedia? Ci siamo più volte chiesti…
O è solamente la stolta arroganza di chi è abituato a giocare con la vita delle persone, spersonalizzandole appunto, muovendole come pedine su uno scacchiere che però è fatto di relazioni asimmetriche, gerarchiche, diseguali, ingiuste, perché non vi è parità di accesso alle risorse, ovvero nell’esercizio dei diritti.
Vogliamo ricordare che molti di noi si sono tutelati nei confronti dell’azienda, con l’invio della lettera di gennaio entro i 60 giorni dall’uscita del Collegato lavoro, rivendicando semplicemente la non prescrizione dei diritti precedentemente maturati e l’illegittimità dell’utilizzo dei contratti di collaborazione. Si tratta di un diritto garantito dalla Costituzione, oltre che imposto come tagliola ai precari, dopo l’uscita del Collegato lavoro, per evitare una ‘sanatoria’ generalizzata degli illeciti dei datori di lavoro. E Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Lavoro, che opera dalla sua nascita sulle politiche del lavoro e sull’inclusione professionale e sociale dei soggetti cosiddetti fragili, avrebbe potuto, utilizzando quelle stesse norme che si adopera ogni giorno a concretizzare sui territori, scegliere una strada differente da quella della ritorsione.
Così come avrebbe dovuto scegliere un’altra strada nelle modalità di re-integro.
Nel tavolo di trattative del 9 maggio, che ci ha visto protagonisti insieme alla Cgil Fisac e Nidil, si è parlato di ripristino incondizionato dei rapporti di lavoro interrotti.
Riscontriamo ancora una volta, invece, il mancato rispetto della comunicazione portata dall’azienda al tavolo. Italia Lavoro continua a perseguire un atteggiamento ritorsivo e discriminatorio chiedendo ai lavoratori re-integrati la firma di una lettera per accettazione che pone come prima condizione il riconoscimento della natura giuridica di un contratto rispetto al quale ci siamo riservati di far valere i nostri diritti. In sostanza, invece di ripristinare incondizionatamente i contratti si applicano formule che hanno come unico fine quello di giustificare le rescissioni unilaterali applicate un mese fa.
Inoltre continuiamo a riscontrare la totale incompetenza e leggerezza con cui si è agito in merito al “licenziamento” in tronco di 17 persone che ha causato disagi personali, familiari e pregiudicato l’andamento di molti progetti aziendali. L’unico effetto di questo licenziamento è stato mettere in difficoltà i lavoratori e creare un danno all’azienda causando gravi rallentamenti nella prosecuzione di progetti in cui, molti di noi, assumevano posizioni strategiche. L’incompetenza e l’inadeguatezza delle persone che hanno gestito questa vicenda è sotto gli occhi di tutti.
Il ruolo istituzionale di Italia Lavoro e la missione aziendale impongono di fare chiarezza su una vicenda che non può essere “licenziata” comunicando ai lavoratori tramite sms che saranno re-integrati e dettando ancora una volta condizioni inaccettabili.
I lavoratori rientrano perché era illegittimo il licenziamento. E la ripresa dell’attività lavorativa in quanto diritto non deve essere subordinata a nessuna formula che ponga condizioni.
Non è accettabile che dopo errori così macroscopici il Vertice dell’azienda non intervenga per sollevare dall’incarico chiunque si sia reso responsabile di questa azione, mortificando la dignità delle persone, le loro vite, le loro professionalità, oltre che gli obiettivi delle diverse linee progettuali e, non ultimo, i loro beneficiari finali.
Come Comitato abbiamo colto con piacere l’interesse vero, dimostrato dai dipendenti e dai precari di Italia Lavoro che hanno partecipato all’assemblea convocata dalla Cgil Fisac e Cgil Nidil l’11 maggio, per il nostro destino e per le sorti dell’Agenzia.
E vogliamo guardare al futuro, un futuro non lontano per la ripresa della mobilitazione, consapevoli che l’articolazione delle vertenze che riguardano noi, i precari che scadranno a fine anno e i dipendenti alle prese con il contratto collettivo, impongono una gradualità ed un salto di qualità nella piattaforma rivendicativa.
Pensiamo che urgente sia porre all’azienda:
· la possibilità di rientro al lavoro anche di chi non è stato rinnovato perché ha tutelato i propri diritti sul posto di lavoro ed è stato oggetto di logiche ritorsive (non ammissione alle vacancies pubbliche, …),
· un piano di stabilizzazioni concordato con i lavoratori, nel rispetto delle restrizioni previste dalla normativa vigente, basato su regole, criteri ed indicatori certi e trasparenti.
Così come pensiamo che sia importante continuare a denunciare, ognuno con gli strumenti che gli sono propri e le modalità che ritiene più opportune, ogni forma di discriminazione che non preveda uguali diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Italia Lavoro è un’agenzia tecnica che opera, per conto del Ministero del lavoro, esclusivamente con soldi pubblici, sul ricollocamento e l’inclusione di soggetti ‘deboli’ nel mercato del lavoro; non può permettersi di diventare un agente di precarizzazione della vita dei suoi lavoratori e delle loro professionalità.
Il Comitato dei lavoratori e delle lavoratrici ‘licenziati’
www.italiasenzalavoro.blogspot.com
Promuovere l’occupazione? Sì, ma non quella precaria
Articolo pubblicato su Il futurista il 15 maggio 2011
http://www.ilfuturista.it/economia-3/promuovere-l-occupazione-si-ma-non-quella-precaria.html
http://www.ilfuturista.it/economia-3/promuovere-l-occupazione-si-ma-non-quella-precaria.html
Lavoratori italiani, unitevi. È il caso di ribadirlo, se persino chi dovrebbe promuovere lo sviluppo e la tutela dell'occupazione si serve di strumenti lesivi della posizione professionale dei propri collaboratori. La vicenda, ormai nota, riguarda Italia Lavoro, società per azioni partecipata dal Ministero dell'Economia e gestita da quello del Welfare, nata nel 1997 “per- si legge nel sito istituzionale- la promozione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale”. La direzione della società ha deciso di interrompere la collaborazione di 17 persone ree di aver inviato ai piani alti dell'azienda una lettera per chiedere delucidazioni rispetto alla propria posizione professionale. L'iniziativa dei collaboratori, impiegati da numerosi anni presso la struttura, si configura come misura cautelativa del lavoro ai sensi dell'articolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183.
Tra i mittenti, evidentemente preoccupati anche perché l'azienda, come è noto, non versa in ottime acque, ci sono una donna incinta, un uomo da qualche tempo lontano dalla scrivania per problemi di salute, professionisti che con il passare del tempo non hanno ottenuto più diritti né una maggiore stabilità, ma sono andati ad ingrossare le fila di quella fascia debole i cui interessi proprio Italia Lavoro dovrebbe tutelare. Altrimenti, perché esiste?
La vicenda ha destato un particolare clamore mediatico, per evidenti ragioni, e ha avuto una ricaduta politica nell'interrogazione parlamentare del 10 Maggio scorso presentata dal Senatore Achille Passoni, il quale chiede al Ministro Sacconi se non ritiene una violazione dei diritti dei lavoratori l'utilizzo delle disposizioni della legge 183/2010 per identificare i collaboratori e licenziarli prima (da sottolineare: prima) che possano fare causa. Inoltre, continua Passoni, è necessario conoscere se esiste una valutazione tecnica sulla produttività dei collaboratori e quale impatto ha avuto il loro allontanamento sulla qualità dei servizi offerti dalla società.
La vicenda ha destato un particolare clamore mediatico, per evidenti ragioni, e ha avuto una ricaduta politica nell'interrogazione parlamentare del 10 Maggio scorso presentata dal Senatore Achille Passoni, il quale chiede al Ministro Sacconi se non ritiene una violazione dei diritti dei lavoratori l'utilizzo delle disposizioni della legge 183/2010 per identificare i collaboratori e licenziarli prima (da sottolineare: prima) che possano fare causa. Inoltre, continua Passoni, è necessario conoscere se esiste una valutazione tecnica sulla produttività dei collaboratori e quale impatto ha avuto il loro allontanamento sulla qualità dei servizi offerti dalla società.
Italia Lavoro, in pratica, non solo ha usato in modo lesivo disposizioni atte, invece, a proteggere i collaboratori ma, evidentemente, non si preoccupa nemmeno della bontà del proprio operato se non esistono valutazioni di merito professionale. Nel frattempo, dopo un incontro con i sindacati Nidil e Fisac Cgil, Italia Lavoro ha reintegrato i collaboratori ma la mossa pare un tentativo in extremis e del tutto parziale.
L'articolo 6 del Regolamento per il reclutamento del personale dipendente e per il conferimento degli incarichi di collaborazione, infatti, recita:«Italia Lavoro non si avvarrà del medesimo lavoratore con contratto di collaborazione per più di tre anni. Tale vincolo ha valore anche per le collaborazioni attualmente in essere.»
Ecco, Italia lavoro promuove l'occupazione, è evidente. Quella (solo) precaria.
Federica Colonna
L'articolo 6 del Regolamento per il reclutamento del personale dipendente e per il conferimento degli incarichi di collaborazione, infatti, recita:«Italia Lavoro non si avvarrà del medesimo lavoratore con contratto di collaborazione per più di tre anni. Tale vincolo ha valore anche per le collaborazioni attualmente in essere.»
Ecco, Italia lavoro promuove l'occupazione, è evidente. Quella (solo) precaria.
Federica Colonna
martedì 10 maggio 2011
Marcia indietro di Italia Lavoro
L'articolo del Manifesto del 10 maggio, riporta la notizia del reintegro da parte di Italia Lavoro dei 17 collaboratori i cui contratti sono stati rescissi in maniera unilaterale 2 mesi fa.
Articolo apparso sul Manifesto il 10 maggio 2011
L'Articolo del 11 maggio 2011 riporta, in sintesi, gli esiti della riunione che si è tenuta il 9 maggio tra la CGIL (Fisac e Nidil) e i responsabili delle Risorse Umane di Italia Lavoro.
Italia Lavoro reintegra 17 precari ma tanti altri restano a rischio
Articolo apparso sul Manifesto il 10 maggio 2011
L'Articolo del 11 maggio 2011 riporta, in sintesi, gli esiti della riunione che si è tenuta il 9 maggio tra la CGIL (Fisac e Nidil) e i responsabili delle Risorse Umane di Italia Lavoro.
Italia Lavoro reintegra 17 precari ma tanti altri restano a rischio
Video girato da YouDem in occasione dello sciopero del 6 maggio 2011
Le testimonianze di chi ha partecipato allo sciopero del 6 maggio a Roma. YouDem ha raccolto le parole delle persone che hanno partecipato al corteo in favore di un lavoro migliore, sicuro e sempre meno precario. Tra le tanto voci emerge quella di Katia che denuncia i licenziamenti in atto ad Italia Lavoro.
lunedì 9 maggio 2011
Manifestazione del 06 maggio 2011 Pescara
Intervento della collega di Pescara alla manifestazione del 06 maggio 2011.
La nostra storia raccontata sul palco di Pescara allestito dalla CGIL in occasione della manifestazione del 6 maggio. Centinaia i lavoratori che in questa occasione esprimono la loro solidarietà alla nostra collega.
La nostra storia raccontata sul palco di Pescara allestito dalla CGIL in occasione della manifestazione del 6 maggio. Centinaia i lavoratori che in questa occasione esprimono la loro solidarietà alla nostra collega.
martedì 3 maggio 2011
Il lavoratore ideale premiato a Pescara: una "licenziata" da Italia lavoro
Domenica 1 maggio, nella giornata incentrata sul dibattito tra sindacati e Istituzioni, è stato premiato a Pescara: “Il lavoratore ideale”, ovvero una rosa di lavoratori distintisi nel corso della vita lavorativa nel settore pubblico e privato, con la partecipazione dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL.
Tra i lavoratori ideali di Pescata c'era la nostra collega "licenziata" da Italia Lavoro s.p.a. che in questi anni si è distinta per il costante impegno nella promozione delle politiche attive del lavoro.
La sua storia raccontata in questo articolo del 27 aprile 2011.
Tra i lavoratori ideali di Pescata c'era la nostra collega "licenziata" da Italia Lavoro s.p.a. che in questi anni si è distinta per il costante impegno nella promozione delle politiche attive del lavoro.
La sua storia raccontata in questo articolo del 27 aprile 2011.
sabato 30 aprile 2011
Una prima risposta dal Ministro alle richieste dei "lavoratori" senza lavoro
Ansa riporta in sintesi un comunicato del Ministro in merito alle vicende dei lavoratori di Italia Lavoro.
LAVORO: SACCONI INVITA VERTICI ITALIA LAVORO CONFRONTO PARTI
(ANSA) – ROMA, 29 APR – Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha invitato i vertici della Società per azioni Italia Lavoro, nell’ambito della sua autonomia gestionale e nel rispetto di leggi e contratti, ad aprire un confronto con le organizzazioni sindacali sul complesso dei rapporti di lavoro instaurati “con lo scopo di verificarne l’adeguatezza rispetto alle esigenze organizzative, individuando i modi possibili per valorizzare e non disperdere le specifiche professionalità”. Lo rende noto il Ministero del lavoro in una nota, precisando che Sacconi ha anche “auspicato la composizione dei contenziosi in corso”. (ANSA).
LAVORO: SACCONI INVITA VERTICI ITALIA LAVORO CONFRONTO PARTI
(ANSA) – ROMA, 29 APR – Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha invitato i vertici della Società per azioni Italia Lavoro, nell’ambito della sua autonomia gestionale e nel rispetto di leggi e contratti, ad aprire un confronto con le organizzazioni sindacali sul complesso dei rapporti di lavoro instaurati “con lo scopo di verificarne l’adeguatezza rispetto alle esigenze organizzative, individuando i modi possibili per valorizzare e non disperdere le specifiche professionalità”. Lo rende noto il Ministero del lavoro in una nota, precisando che Sacconi ha anche “auspicato la composizione dei contenziosi in corso”. (ANSA).
venerdì 29 aprile 2011
28 aprile Manifestazione con il Ministro Sacconi
Sacconi contestato oggi al Cnel da licenziati d'Italia Lavoro e Punti San Precario
Decine di precarie e precari hanno contestato oggi pomeriggio a Roma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, pr esente ad un convegno nella sede nazionale del Cnel. Protagonisti, le licenziate e i licenziati da Italia Lavoro SpA, agenzia tecnica dello stesso Ministero del Lavoro, e i Punti San Precario Roma, che sostengono la loro vertenza. La contestazione è stata rivolta al ministro per il suo rifiuto di offrire risposte di merito e in ordine alla propria diretta responsabilità, come pubblicamente ricordatagli, alle vittime del licenziamento ingiustificato e collettivo con il quale Italia Lavoro ha punito le lavoratrici e i lavoratori, nel numero di 50, firmatari delle lettere richieste dallo stesso articolo 32 del Collegato Lavoro per poter impugnare le cessazioni o le violazioni dei rapporti di lavoro a termine. Tutto questo mentre, ad oggi, vi sono in Italia Lavoro altri 500 collaboratori e collaboratrici i cui contratti sono in scadenza. Le precarie e i precari intervenuti al Cnel, fra i quali anche una giovane donna al sesto mese di gravidanza, sono stati poi identificati e quindi rilasciati da agenti di polizia in borghese, all'interno della stessa sede del Consiglio Nazionale, dove nella sala del convegno i Punti San Precario hanno esposto uno striscione recante la scritta: "Le politiche attive di Italialavoro Spa: i precari s-collegati dal lavoro", preceduta dal logo dell'agenzia così deturnato: "Italia Senza Lavoro".
La vertenza Italia Lavoro è stata in questo modo posta clamorosamente al livello più alto e al tempo stesso più sostanziale di questa ennesima vicenda di precarizzazione: quello del governo nazionale.
Roma, 28 aprile 2011
Comitato Licenziate e Licenziati da Italia Lavoro
Punti San Precario - Roma
CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI
OMR0141 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Nella sede del Cnel è oggi pomeriggio alcune decine di persone hanno contestato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Si tratta degli ex collaboratori a progetto dell'agenzia Italia Lavoro, che fa capo al ministero del Lavoro, che questa mattina erano già scesi in piazza con un presidio sotto la sede del dicastero ai Parioli. I manifestanti, riuniti nel Coordinamento licenziati Italia Lavoro ed appoggiati dai Punti San Precario, riferiscono di aver chiesto al ministro, al suo arrivo al Cnel, di aprire un tavolo di contrattazione per il reinserimento dei circa 50 precari a cui non è stato rinnovato il contratto. A parlare con Sacconi è stata una rappresentante dei lavoratori, una ragazza al sesto mese di gravidanza. «Quando è entrato il ministro abbiamo srotolato il nostro striscione e gli abbiamo chiesto un incontro - spiega Gianluca, dei Punti San Precario - ma da Sacconi abbiamo avuto solo risposte interlocutorie che non chiariscono la situazione. Siamo preoccupati - prosegue - perchè oltre alle 50 persone a cui non è stato rinnovato il contratto dentro Italia Lavoro ci sono altri 500 precari in scadenza». anm 281705 APR 11
ITALIA LAVORO: PRECARI A SACCONI, PAESE NON CI RICONOSCE DIRITTI
ITALIA LAVORO: PRECARI A SACCONI, PAESE NON CI RICONOSCE DIRITTI = Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - «Come è possibile che ci ritroviamo oggi, noi lavoratori più che qualificati, in un Paese che non ci riconosce i nostri diritti?». È questo l'interrogativo posto oggi, nel corso del convegno 'il rilancio della previdenza complementare: il ruolo delle Parti Socialì, alla sede romana del Cnel, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, da alcuni precari di 'Italia Lavoro Spà, società che opera per il Ministero dello stesso Sacconi. Sacconi, stupito quanto gli altri presenti per l'intervento inaspettato, ha rassicurato i precari sulla possibilità di discutere della questione in altre sedi, precisando però che «società come 'Italia Lavoro Spà non possono pensare di operare a costi fissi: ovviamente, operano a costi variabili, in base alla presenza o meno di progetti». I precari rivendicano il diritto di portare a termine il contratto, che per molti dovrebbe scadere il 31 dicembre 2011, e che invece è stato rescisso ad aprile 2011. (Cba/Pn/Adnkronos) 28-APR-11 17:47 NNN
LAVORO: MADIA (PD), SACCONI LICENZIA, È SFRUTTATORE
POL S0A QBXB LAVORO: MADIA (PD), SACCONI LICENZIA, È SFRUTTATORE (ANSA) - ROMA, 28 APR - «La società Italia lavoro Spa, Agenzia tecnica del ministero del Lavoro, sta attuando una vergognosa serie di licenziamenti al suo interno mandando a casa lavoratori precari, e non facendosi scrupoli nel gettare in mezzo a una strada anche una giovane donna,al sesto mese di gravidanza». Lo dichiara la deputata del Pd, componente della commissione Lavoro della Camera, Marianna Madia. Sostiene la parlamentare del Pd: «Italia lavoro spa, guidata da Paolo Reboani già capo della segreteria tecnica del ministro Sacconi, ha infatti licenziato in tronco decine di collaboratori, spesso precari da molti anni. La loro colpa? Essersi attenuti all'art. 32 del collegato lavoro voluto dallo stesso Sacconi. Questa legge fissava al 23 gennaio 2011 il termine per comunicare ai datori di lavoro la volontà di impugnare i licenziamenti o le violazioni delle clausole dei contratti a termine. I precari hanno comunicato che avrebbero potuto far valere i loro diritti. La risposta di Italia lavoro è stata il licenziamento. Senza alcuna motivazione o relazione con il lavoro svolto da queste persone. Sono stati gli stessi vertici interni di Italia lavoro ad esprimere informalmente ai precari il loro disagio per questi licenziamenti. E da notare che non era assolutamente certo che i precari avrebbero fatto causa. Si attenevano semplicemente a quanto voluto dalla legge, per la tutela dei propri diritti. Sacconi, con questi licenziamenti, si è comportato come il peggiore degli sfruttatori. Abbiamo presentato, con Maria Grazia Gatti, un'interrogazione con la speranza che il governo si ravveda da un tale, disgustoso, comportamento». (ANSA). DEL 28-APR-11 17:08 NNN
CNEL, PECIOLA (SEL): COLLABORATORI ITALIA LAVORO IDENTIFICATI
OMR0152 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, PECIOLA (SEL): COLLABORATORI ITALIA LAVORO IDENTIFICATI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - «Sono stati chiusi in una stanza e identificati dalle forze dell'ordine una decina di collaboratori di Italia Lavoro, al termine del loro intervento nel corso di un convegno al Cnel al quale ha partecipato il Ministro del Lavoro Sacconi. È quanto riferiscono i collaboratori dell'agenzia tecnica del Ministero del Lavoro che hanno raccontato di aver esposto uno striscione e di essere riusciti a prendere la parola per chiedere al Ministro Sacconi una spiegazione rispetto ai loro licenziamenti, non ottenendo tra l'altro alcun tipo di risposta. Una volta usciti dalla sala in cui si stava svolgendo il convegno hanno trovato le forze dell'ordine, che li hanno identificati. È questa l'accoglienza che il Governo dà a lavoratori ingiustamente licenziati, che hanno pacificamente esposto le loro ragioni al Ministro. L'identificazione come unica risposta data a lavoratori incredibilmente allontanati dal loro posto di lavoro da una società che si dovrebbe occupare di inclusione lavorativa. Ai collaboratori di Italia Lavoro va tutta la solidarietà del Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà della Provincia di Roma». A dichiararlo in una nota è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà. red 281733 APR 11
CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI
OMR0141 3 POL LAV TXT Omniroma-CNEL, EX PRECARI ITALIA LAVORO CONTESTANO MINISTRO SACCONI (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Nella sede del Cnel è oggi pomeriggio alcune decine di persone hanno contestato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Si tratta degli ex collaboratori a progetto dell'agenzia Italia Lavoro, che fa capo al ministero del Lavoro, che questa mattina erano già scesi in piazza con un presidio sotto la sede del dicastero ai Parioli. I manifestanti, riuniti nel Coordinamento licenziati Italia Lavoro ed appoggiati dai Punti San Precario, riferiscono di aver chiesto al ministro, al suo arrivo al Cnel, di aprire un tavolo di contrattazione per il reinserimento dei circa 50 precari a cui non è stato rinnovato il contratto. A parlare con Sacconi è stata una rappresentante dei lavoratori, una ragazza al sesto mese di gravidanza. «Quando è entrato il ministro abbiamo srotolato il nostro striscione e gli abbiamo chiesto un incontro - spiega Gianluca, dei Punti San Precario - ma da Sacconi abbiamo avuto solo risposte interlocutorie che non chiariscono la situazione. Siamo preoccupati - prosegue - perchè oltre alle 50 persone a cui non è stato rinnovato il contratto dentro Italia Lavoro ci sono altri 500 precari in scadenza». anm 281705 APR 11
ITALIA LAVORO: CGIL, BLOCCARE RESCISSIONE CONTRATTI COCOPRO
ITALIA LAVORO: CGIL, BLOCCARE RESCISSIONE CONTRATTI COCOPRO = OGGI SIT-IN DI PROTESTA A ROMA DAVANTI AD AGENZIA MINISTERO Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Presidio di protesta oggi a Roma davanti alla sede di Italia Lavoro, l'agenzia del ministero del lavoro nata per promuovere lavoro e occupazione, dei suoi collaboratori a progetto che si sono visti rescindere unilateralmente dall'azienda i propri contratti, come ritorsione per l'invio delle lettere cautelative previste dal 'collegato lavorò. A darne notizia è una nota della Cgil nel sostenere che: «Numerosi i lavoratori dell'ente che si sono fermati a solidarizzare con gli ex colleghi, dai dipendenti ai collaboratori preoccupati dall'entrata in vigore del termine dei 36 mesi: anche loro infatti rischiano di perdere il posto a causa dell'applicazione di un regolamento interno che non trova alcun fondamento normativo». «Nel più totale disinteresse dei ministeri competenti - ha commentato il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni - l'agenzia strumentale del Ministero del Lavoro che, ironia della sorte, avrebbe fra i propri compiti anche la promozione dell'occupazione e dell'inclusione sociale rescinde il rapporto di lavoro con decine di collaboratori, che anche oggi hanno manifestato per chiedere il ritiro dei licenziamenti». La causa, prosegue il sindacalista, «è sempre il collegato lavoro. Nella confusione e nel giustificato timore degli effetti di quella legge sbagliata alcuni lavoratori hanno inviato delle semplici comunicazioni cautelative in vista della scadenza dei loro contratti. Italia Lavoro ha colto la palla al balzo per rescindere unilateralmente quei contratti, senza che vi fossero motivazioni legate alle prestazioni lavorative o al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Licenziamenti ingiustificati che devono essere ritirati e per questo continuerà l'iniziativa di mobilitazione nelle diverse forme possibili» . Inoltre, rincara la dose Fammoni, «non è tutto qui: Italia Lavoro è un ente i cui dipendenti sono al 60% circa contratti di collaborazione e nel restante 40% oltre al lavoro stabile anche tanti contratti a tempo determinato. C'è un uso dunque altissimo del precariato. La giustificazione portata sono i compiti dell'istituto e le caratteristiche temporanee dei progetti, ma quello che non è giustificabile è che per questi lavori si utilizzano in modo pressochè stabile le stesse persone ormai da molti anni, ma sempre con un lavoro precario». Si sono formate così competenze e professionalità in una situazione però insostenibile. Allora che fa l'istituto? «Risolve il suo problema -spiega Fammoni- non pensando a come stabilizzare i lavoratori ma stabilendo un limite massimo di utilizzo (3 anni) retroattivo che porterà al progressivo allontanamento di centinaia di persone. Così non va. Oggi l'emergenza è bloccare la rescissione dei contratti. Ma occorre anche fare luce sulla situazione di un ente pubblico che funziona così». Per questo, conclude Fammoni, «oltre alle tutele sindacali alle persone, oltre alla richiesta già inviata di intervento ai ministri, chiederemo anche un intervento a livello parlamentare, restando in attesa di essere convocati dall'azienda, così come richiesto dalle categorie». (Sec-Ada/Zn/Adnkronos) 28-APR-11 15:45 NNN
LAVORO: IDV, SACCONI LICENZIA PRECARI MINISTERO
POL S0A QBXB LAVORO: IDV, SACCONI LICENZIA PRECARI MINISTERO (ANSA) - ROMA, 28 APR - «Oggi è arrivata una bella notizia per i lavoratori europei: scende il numero dei disoccupati e il tasso di disoccupazione si attesta al 7%. Peccato che tutto questo si verifichi in Germania, mentre in Italia il ministro della disoccupazione Sacconi licenzia i dipendenti precari di una società del suo dicastero, Italia Lavoro». Lo afferma in una nota il responsabile welfare e lavoro dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi. «Con il governo Berlusconi - aggiunge - il tasso di disoccupazione reale ha sfondato la soglia dell'11% ed è aumentato a dismisura il numero di quei disoccupati che non si iscrivono più neanche alle liste di collocamento». «Insomma - conclude l'esponente di IdV - mentre nel resto d'Europa i governi provano a dare risposte concrete all'economia e alle esigenze dei lavoratori, in Italia il presidente del Consiglio continua ad occupare le istituzioni per garantirsi l'impunità, provocando così danni giganteschi al nostro Paese». (ANSA). DEL 28-APR-11 14:44 NNN
LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA
ECO S0A QBXB LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 13:30 NNN
LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA
CRO S43 QBXL LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 11:50 NNN
CRO S43 QBXL LAVORO: SIT IN DEI COLLABORATORI DI 'ITALIA LAVORÒ A ROMA (ANSA) - ROMA, 28 APR - Circa 50 collaboratori a progetto di «Italia Lavoro», agenzia del Ministero del Lavoro stanno protestando davanti alla sede in via Monti Parioli per denunciare le rescissioni anticipate dei loro contratti. «Siamo vicini ai collaboratori di Italia Lavoro - afferma il consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola - che sono stati licenziati, tramite raccomandata con rescissione unilaterale dei contratti in essere. È paradossale, in un momento di grave crisi economica e occupazionale del Paese, che siano stati licenziati da un'agenzia partecipata interamente dallo Stato quelle categorie di lavoratori che si occupano principalmente del ricollocamento di soggetti fragili nel mercato del lavoro e della riqualificazione delle professionalità». «Il Ministero del Lavoro faccia un passo indietro e si apra urgentemente un tavolo con i sindacati - conclude - per avviare un percorso di reinserimento lavorativo di queste persone ingiustamente licenziate».(ANSA). DE 28-APR-11 11:50 NNN
OMR0008 3 CRO LAV TXT Omniroma-PARIOLI, SIT-IN PROTESTA DAVANTI SEDE ITALIA LAVORO (OMNIROMA) Roma, 28 APR - Sit-in di protesta di un gruppo di ex lavoratori fuori dalla sede di Italia Lavoro, agenzia tecnica del ministero, in via dei Monti Parioli. «Chiediamo che venga aperto un tavolo di confronto con i sindacati per il reintegro dei lavoratori a progetto a cui è stato rescisso il contratto o non rinnovato - spiega Maurizia, una ex lavoratrice - tra questi ci sono anche donne incinte. Si tratta di circa 20 persone a cui è stato rescisso il contratto e una 40ina a cui non è stato rinnovato». kia 281036 APR 11
giovedì 21 aprile 2011
Italia lavoro mi getta in mezzo a una strada dopo una grave malattia - Il Manifesto 16-04-2011
Ancora un articolo apparso su il Manifesto in cui si racconta la storia di un collega "licenziato" a seguito delle lettere cautelative inviate a seguito dell'entrata in vigore del collegato al lavoro.
Storia ancor più raccapricciante se si considerano le condizioni di salute di Fabrizio.
Articolo apparso su Il manifesto il 16 aprile 2011
Storia ancor più raccapricciante se si considerano le condizioni di salute di Fabrizio.
Articolo apparso su Il manifesto il 16 aprile 2011
Dopo dieci anni espulsi come un corpo estraneo - articolo apparso su Liberazione 20-04-2011
Il quotidiano Liberazione pubblica una lettera aperta in cui vengono descritte le vicende di Italia Lavoro e dei disoccupati che sta creando a seguito dell'entrata in vigore del collegato al lavoro.
L'articolo pone in grande evidenza la contraddizione legata dal mandato istituzionale dell'azienda e i fatti che ci hanno visto coinvolti in questi giorni.
Articolo apparso su Liberazione il 20 aprile 2011
L'articolo pone in grande evidenza la contraddizione legata dal mandato istituzionale dell'azienda e i fatti che ci hanno visto coinvolti in questi giorni.
Articolo apparso su Liberazione il 20 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
http://www.laperfettaletizia.com/2011/04/la-nostra-federica-scorpo-intervista.html
Federica Scorpo intervista Katia Scannavini, la donna che attraverso un’email ci ha raccontato di aver ingiustificatamente perso il lavoro al sesto mese di gravidanza e che vuole dare la sua diretta testimonianza con questa intervista.
Federica Scorpo intervista Katia Scannavini, la donna che attraverso un’email ci ha raccontato di aver ingiustificatamente perso il lavoro al sesto mese di gravidanza e che vuole dare la sua diretta testimonianza con questa intervista.
Dal sito La perfetta letizia rivista giornalistica cattolica di informazione e attualità
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